piccoli naufragi

Il lavoro prende ispirazione da una poesia delle scrittrice umbra Patrizia Fortunati.

Il mio sguardo si posa sul mondo esterno e registra immagini frammentate, oggetti alla deriva, fluttuanti, sospesi. Nel racconto fotografico la superficie riflettente dell’acqua collabora ulteriormente con la riflessione introspettiva, in un processo di scomposizione e ricomposizione della realtà.

Compongo puzzle di carte trovate / per caso per terra/ non chiedo non voglio / non faccio domande / faccio una strada al posto di un’altra / guardo alla terra / mi fermo a un incrocio ascolto lontano / sogno e ricordo / mi chiedo se è vero / nessuna certezza / nessun ancoraggio / a questo cammino sospeso / e allora vago registro raccolgo / e aspetto quel che sarà.
(di Patrizia Fortunati)